Letteratura Italiana scritta da donne. la generazione del ?68

Autor:Francesca Pallecchi
Cargo del Autor:Universidad Rey Juan Carlos
Páginas:89-99

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La società Italiana degli anni ‘70

Parlando dei movimenti sociali in Europa alla fine degli anni ’70 non possiamo prescindere dal ruolo che occupa la donna.

La donna assume un ruolo molto importante in questi anni non solo in campo politico e sociale, ma anche culturale, attraverso la scrittura. Si diffonde una scrittura femminile di critica alla società patriarcale, una scrittura in cui la donna parla di sé, del proprio corpo e per la prima volta della propria sessualità.

Nel XX secolo la partecipazione delle donne alla vita culturale conosce uno sviluppo senza precedenti. Le lotte femministe per la parificazione degli studi, l’aumento delle tecniche e la maggiore autonomia conquistata permettono alla donna di esercitare professioni intellettuali e artistiche. Nascono cosí gruppi di autocoscienza, un modo di stare e comunicare fra donne e nel piccolo gruppo si scopre che i problemi di una sola donna sono i problemi di tutte1. Si forma il Movimento di liberazione della donna2ed è proprio nel suo documento costitutivo che ci si propone di informare sui mezzi anticoncezionali anche nelle scuole e ottenerne la distribuzione gratuita, di liberalizzare e legalizzare l’aborto, di eliminare nelle scuole i programmi differenziati fra i sessi.

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Il femminismo degli anni ’70 ha una doppia tendenza: vuole da un lato l’uguaglianza sociale e politica, da raggiungere nei confronti degli uomini e dall’altro vuole differenziarsi, per riappropriarsi di una specifica identità femminile negata dalla cultura tradizionale e dalla società capitalista.

Ecco una serie di date che segnano l’emancipazione femminile:

· nel 1975 viene riformato il diritto di famiglia, garantendo la parità legale fra i coniugi e la possibilità della comunione dei beni;

· nel 1976 viene approvata la legge sul divorzio3;

· nel 1974 parte la prima raccolta di firme per un referendum abrogativo che avrebbe legalizzato l’aborto.

La società italiana era notevolmente cambiata e le leggi avevano in parte sancito tale cambiamento.

Letteratura Italiana degli anni ‘70

Questo è brevemente il quadro politico e sociale in cui le scrittrici italiane si muovono e pubblicano le loro opere. A partire dal 1968 in Italia, in campo letterario, viene rifiutato tutto ciò che è «letterario», «estetico» e il romanzo classico come forma di espressione. Quello che domina è l’antiletterario: ora tutto è politico, la letteratura deve dar voce a chi non ce l’ha, agli esclusi, agli emarginati.

È il momento della letteratura femminista, del documentarismo, dei re-portage dalle fabbriche4.

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Letteratura femminile

L’arte di raccontare di per sé è femminile. Un tempo la sera davanti al fuoco, quando la scrittura non era ancora diffusa come ai nostri giorni e le sere non offrivano altri svaghi, le donne più anziane raccontavano antiche storie, fiabe, leggende, miti, tradizioni che costituiscono il nostro patrimonio culturale piu antico. Spesso è proprio da queste esperte narratrici che studiosi del folclore e scrittori di fiabe hanno raccolto la testimonianza di testi popolari antichissimi. Le donne amano narrare vicende di vita vissuta, in cui parlano di sé, della propria identità e unicità. La tendenza all’autonarrazione (come espressione del chi sono) è tipicamente femminile, perché è stata per le donne l’unico modo per essere in qualche misura protagonista in un mondo che le escludeva e dove anche il "che cosa sono" è stato stabilito per secoli da uomini. Raccontandosi le donne hanno cercato un senso alla propria storia individuale destinata a restare sconosciuta al mondo. I romanzi trattano spesso di piccole cose, gesti di vita quotidiana, passioni, affetti familiari, di quel mondo della casa che ha costituito per secoli l’universo femminile5. Le storie scritte da donne sono per lo più storie che dall’interno (case, collegi, cortili) si affacciano sul mondo esterno e che quasi sempre hanno come protagonisti personaggi femminili6.

Nel novecento in Italia le donne diventano parte attiva nella trasformazione economica della nazione e il nuovo ruolo che esse assumono nella società le trasforma in lettrici, reali o potenziali, di grande interesse per l’editoria che comincia ad offrire testi espressamente rivolti al mondo femminile.

Con la nascita dei movimenti femminili le donne cominciano inoltre a scrivere difendendo la differenza di essere donna e la specificità femminile non inferiore a quella maschile. I temi più trattati diventano allora: il corpo, la sessualità, l’ autoconoscenza, la denuncia della condizione femminile. Si approfondisce il tema del rapporto fra l’uomo e la donna e fra la donna e la società. Le scrittrici scoprono che tutto ciò che la donna ha finora interpretato come suo singolo problema ha in realtà una base politica7. I testi degli

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ultimi anni ’60 e degli anni ’70 hanno quindi implicazioni socio-antropologiche. Tra i romanzi ricordiamo: Carla Sereni, Il lupo mercante 8, 1969; Armanda Guiducci, Due donne da buttare 9, La donna non è gente, 1977; Giuliana Ferri, Un quarto di donna, 1973; Carla Cerati, Un matrimonio perfetto 10, 1975 e La condizione sentimentale, 1977.

Da tutte queste opere emerge una ottica che punta a modificare l’assetto politico e economico della società contemporanea, rifiutando la prospettiva paritaria e proponendo il totale annullamento dei ruoli: si rifiuta cioè la società precostitutita con i suoi valori, i suoi linguaggi, le sue gerarchie.

Le scrittrici: Dacia Maraini

Quelli fin qui menzionati sono soltanto alcuni nomi di scrittrici di quegli anni, accanto a loro non possiamo certo dimenticare l’opera di altre scrittrici che conobbero un successo non solo a livello italiano, ma su scala mondiale.

Prima fra tutte Dacia Maraini, probabilmente la più conosciuta scrittrice femminista italiana, e la più tradotta nel mondo. Nata a Firenze nel 1936, negli anni Settanta la Maraini si è impegnata per rivendicare i diritti delle donne.

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Nel 1968, in un momento di forte rinnovamento culturale, in cui attraverso la scrittura si cominciava a denunciare la condizione di subalternità che la donna aveva sempre vissuto, l’autrice pubblica una raccolta di racconti dal titolo Mio marito. In ogni racconto viene descritta la vita di un uomo con un forte accento caricaturale, all’ombra di quest’uomo vive la moglie.

Le lunghe descrizioni fisiche e caratteriali dell’uomo si alternano a sequenze dialogiche. La vicenda è interamente ambientata in casa, in una casa qualsiasi e in un periodo qualsiasi, dato che il racconto è privo di riferimenti storici precisi o di descrizioni che possano far capire il tempo in cui si svolge la vicenda.

Mio marito è biondo, ha la fronte stempiata. Mio marito è un uomo elegante, veste con cura e ha la testa sempre profumata di sapone alla colonia. Mio marito lavora in una banca, fa il cassiere e guadagna centoventimila lire al mese.

Quando mio marito parla io lo ascolto attentamente. Le cose che dice sono sempre molto precise e giuste. Non gli ho mai sentito dire niente di anormale e di sbagliato.

Mio marito è amato dagli...

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