Controllo sociale e ordine politico: Mediterraneo come America Latina?

Autor:Sophia Vidali
Páginas:197-202
 
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Pochi anni fa, il libro controllo sociale e ordine politico editto a cura di R. Bergalli e di C. Sumner, ha messo di nuovo in discussione la storia e anche l’ avenire non solo del significato del controllo sociale, ma anche la realizzazione delle politiche riguardanti l’ ‘integrazione sociale’ ispirata da questo concetto. Qui mi riprendo il filo di questo discorso per rimettere in discussione alcune variabili che possono essere utili nel esaminare le differenze dei processi di integrazione sociale secondo la loro provenienza e il terreno di applicazione che a loro volta attribuiscono un particolare significato di quello che si chiama controllo sociale. La mia ipotesi di analisi è che il controllo sociale è un concetto che per quel che riguarda il termine ‘sociale’ puo avere espressioni ed applicazioni solo entro determinate circostanze sociali e politiche che a loro volta attribuiscono il significato di ‘regolazione’ al termine ‘controllo’. Però quando queste prime circostanze non sussistono, il termine sociale si limita piuttosto a significare la ristrutturazione della memoria collettiva mediante la ricostruzione della storia, mentre il termine controllo si identifica nella repressione e la punizione.

Controllo sociale nella periferia del capitalismo

Si tratta quindi di un primo tentativo di esaminare, quello che controllo sociale è stato nella realta dei paesi dove il capitalismo per gran parte del XX secolo era ancora da svilupparsi e per certe aree lo è ancora e quali sono le eventuali cosequenze di questo periodo al presente. La questione di fondo riguarda l’ articolazione dei cosiddetti piani e politiche di controllo sociale in paesi nei quali a) il processo dello sviluppo capitalistico e quello di integrazione sociale siano stati determinati da vicende e condizioni differenti rispetto al ‘esempio’ del capitalismo avanzato e b) queste diversità costituiscono un quadro di variabili comuni con altri paesi, che hanno vissuto simili esperienze sociali e politiche. Da questo punto di vista, è possibile che le aree del Sud Europa Mediterranea nonchè quelle del’ America Latina, si offrono a questo proposito, come esempi di ricerca.

Ovviamente esistono troppe diversità tra gli stati e le realta sociali ed economiche in queste aree. Però secondo il nostro punto di vista, questi paesi hanno anche molte charatteristiche in comune, riguardanti prima di tutto la questione acuta del loro sviluppo economico, questione che nel dopoguerra era di prima importanza mentre per altri lo è ancora (Bergalli 2000, 390). Qui si deve osservare che di solito si sottovaluta il fatto che in certi paesi, come la Grecia, il modello di sviluppo economico e sociale è definito dai specialisti in campo, come modello particolare, in comparazione al ‘esempio’ dei

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paesi del capitalismo avanzato (Petmetzidou 1992). Questo modello particolare è stato spesso il prodotto e la causa di una serie di constanti specifiche nella vita sociale e politica di questi paesi.

  1. Il primo posto qui si riserva all’ importanza della violenza e del conflitto come aspetti ‘normali’ della storia dei rapporti sociali, della costruzione dell’ identita nazionale e del ordine politico: la violenza di famiglia (patriarchale), quella interpersonale connessa al onore, la violenza statale e sociale, quella delle rivoluzioni e di colpi di stato, delle guerre civili e di lotte di classe forti, sono constanti caratteristiche della storia sociale, politica ed economica di queste aree ed in molti casi anche del loro presente (Veliz 1975, 2401 seg., Hobsbawn 2002, 557 seg.).

  2. Queste condizioni, alle qualli mi riferisco sono riflesse nel sistema dei valori sociali e politici e di istituzioni tradizionali (famiglia, chiesa etc) che costituiscono constanti forti di cohesione sociale: però spesso hanno come riferimento aggregazioni sociali pre-capitalistiche tipiche di un’ economia agraria. Sono queste istituzioni quindi che hanno un ruolo mediatore e cruciale. (Nash 1989, 166, Sakellaropoulos 2001, 191-2, 230 seg., Avdela 2002, 236 seg., Paoli 2000, 259, Roninger 1994, 14-15).

  3. Un altro aspetto importante riguarda la supremazia delle forze armate nelle aree in esame. Tutti gli stati in esame durante il XX secolo hanno avuto esperienze politiche e sociali comuni, individuate nelle svolte autoritarie dei loro sistemi politici, che hanno condotto alla istituzione di regimi militari -dittatoriali o di regimi di democrazia limitata o autoritaria. Di conseguenza, in queste aree le politiche di integrazione sociale sono state strettamente conesse con l’ ordine politico l’ evoluzione del quale non è stata lineare. Decisivo a questo livello è stato il ruolo delle forze armate e della polizia. Le rapresentazioni sociali -ed i loro stereotipi- riguardanti la funzione reale e simbolica degli apparatti di controllo penale (polizia e giustizia) sono prodotti di questi periodi, quando la verifica del grado di integrazione sociale era in dipendenza alle attitudini politiche verso il regime che a sua volta si identificava allo stato (Kaufman 1989, 619, 632...

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